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Archive for ottobre 2011

boh…

E poi, boh, ti capita di morire.
20, 24, 28, 55, 80. Anni. Attimi.
Dettagli.
Chi ti spara un colpo in testa, chi va contro un palo, chi non molla la presa, chi ti mangia un cancro, chi si ammazza, chi è ammazzato dal tempo.
Chi pensa che uno stia vivendo.
Chi pensa che uno stia morendo.
Il bicchiere mezzo vuoto. E mezzo pieno.
Morire.
Il passaggio obbligatorio, senza passare dal via.
Le lacrime di chi resta, la musica di chi gliela canta, le mani di chi applaude o si tira i pugni sul petto.
Sgomitiamo per galleggiare, affannati e stanchi.
E poi, boh, ti capita di farcela.
Ma attento, che sei tra i pochi.
Che tutti sacrificano tutto.
Fanculo al capitalismo.
Fanculo alla democrazia.
Fanculo ai moralisti.
Meglio bruciare in fretta o spegnersi pian pianino?
Vedi, io sto un po’ scomodo, mi sto un po’ stretto.
Vedo gente che ingoia, che dice si, o peggio che non sa nemmeno cosa sta facendo.
Io mi sento stretto. Un disturbo continuo, martellante, tamburellante tra ombelico ed epididimo.
E poi, boh, ti capita di non capire.
Ti dicono di stare zitto, di accettare, di subire.
Poi c’è il premio.
Di consolazione.
Piegati, piegati, pulisci lì, e stai zitto.
Fai tutto in silenzio, non fiatare.
Non devi dare fastidio.
Tu non puoi dare fastidio.
Devi stare zitto. Anzi, szitto.
Fai i compiti a casa, marrano!
Non parlare, non pensare, tieni gli spicci e falli vedere in giro che sei bravo.
Sshhh.
Ingoia tutto.
Sshhhhh.
Non sentirai niente, tranquillo.
Finirà tutto prima. O poi.
E poi, boh, senti i tendini che tirano.
Le braccia che si gonfiano.
Il medio che si alza da sé.
E gli schiaffi sul petto con le vene del collo in 3D.
Vieni qui. Vieni.
Vienimelo a dire in faccia.
Ah… abbassi gli occhi.
E no….
No no….
Non ci siamo..
Vieni qui. Vieni qui, dimmelo in faccia.
No?
Allora vieni qui.. devo dirti una cosa nell’orecchio.

E poi, boh, ti capita di sconvolgerti.
Da solo.
Di meravigliarti di tutta la luce e tutto il buio.
Del dentro e del fuori.
Dei limiti che non ci sono.
Di gonfiarti e non riempirti mai.

Capisci di essere un animale.
Che questo siamo alla fine.
Siamo solo animali.
Raffinati certe volte.
Ma solo animali.

E poi, boh, ti capita di non capire perché quando stai così,
tra cielo e quel coso là che ci ha messi qui,
non trovi nessuno che provi a dirti il contrario.

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A quel tempo i veneziani celebravano i matrimoni una volta l’anno, il giorno della Candelora, ed un gruppo di pirati triestini, che erano a corto di donne, ne approfittò per rapire fulmineamente le giovani spose, mentre la gente se ne stava raccolta nelle chiese. Tale fu lo scompiglio della sorpresa, che gli aggrediti non riuscirono ad imbastire alcuna reazione; ed i triestini poterono dileguarsi con le spose, dopo aver arraffato anche un lauto bottino. Ma infine i veneziani, con il doge in testa, corsero alle navi, raggiunsero i predoni e recuperarono donne ed averi. Da questo episodio ebbe origine la “festa delle Marie”, celebrata ogni anno il giorno della Candelora, fino a tempi recenti. Dapprima il ruolo delle spose rapite fu interpretato da ragazze, poi sostituite con grandi bambole dette “Marione” dalle quali nacquero infine le marionette, quando i pupazzi furono rimpiccioliti a scopi teatrali….

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Regrets collect like old friends
Here to relive your darkest moments
I can see no way, I can see no way
And all of the ghouls come out to play

And every demon wants his pound of flesh
But I like to keep some things to myself
I like to keep my issues strong
It’s always darkest before the dawn

And I’ve been a fool and I’ve been blind
I can never leave the past behind
I can see no way, I can see no way
I’m always dragging that horse around

And our love is pastured such a mournful sound
Tonight I’m gonna bury that horse in the ground
So I like to keep my issues strong
But it’s always darkest before the dawn

And it’s hard to dance with a devil on your back

So shake him off…………

I am done with my graceless heart
So tonight I’m gonna cut it out and then restart
Cause I like to keep my issues strong
It’s always darkest before the dawn

 

And given half the chance would I take any of it back
It’s a final mess but it’s left me so empty
It’s always darkest before the dawn

 

And I’m damned if I do and I’m damned if I don’t
So here’s to drinks in the dark at the end of my road
And I’m ready to suffer and I’m ready to hope
It’s a shot in the dark and right at my throat
Cause looking for heaven, for the devil in me
Looking for heaven, for the devil in me
Well what the hell I’m gonna let it happen to me

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And when you’re out there without care
Yeah, I was out of touch
But it wasn’t because I didn’t know enough
I just knew too much

 

You really think you’re in control?

 

Maybe we’re crazy
Probably

 

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Mille luci nel fiume nero.
La città che ci si specchia.
Cambia come il vento e vanesia si ammira.
Si lascia ammirare.
Tutto è scuro al tramonto.
La torre alta nel cielo, da ciminiera a museo.

Stiamo al centro della clessidra.
Tra passato e futuro,
rimane il presente.
“VIVILO” – ci dice.

Marmo ed acciaio.
Londra.

Una coppia scivola su Southbank. Una bottiglia di rosso nella mano di lui, l’altra sfiora lembi di pelle bianca di lei.
Hanno gli occhi pieni di gloria,
cieli sereni in una città che chiede,
vuole,
pretende,
sangue.

Il fiume in mezzo.

E’ una madre premurosa.
Ti insegna a vivere,
ad essere,
nel mondo.

Il silenzio è una sorpresa.
Londra respira.
La senti respirare nei suoi parchi,
nella sua metropolitana,
si lascia calpestare,
ti culla.
Non dice niente,
non ascolta.

Siamo comete che collidono…
siamo pecore che si perdono…
siamo barche che tentano l’ignoto…
calamite che s’attaccano a pelli saporite..

Violini suonano,
un flutto di più contro la parete,
l’acqua spinge,
il battello sputa gente,
i cigni neri, nel cielo nero, sul fiume nero.
Vederli.
Nessun odore.
Profumo di donna,
sorrisi stanchi,
mani slacciate,
l’acqua nei vasi,
gorgoglii,
il vaso che si riempe,
l’acqua sull’orlo,
l’acqua sui fianchi.
Vedere che succede.

Il Globe Theatre..
passi sugli assi,
polvere dall’alto,
luci e contrasti,
caldo ed acciaio,
duro e marmo.
Londra.

Girare la notte,
angelo di porcellana,
labbra di fuoco,
passi veloci,
passi incerti,
passa tutto.

Uova di plastica,
piume di struzzo,
magliette con Andy Warhol,
sorrisi e sguardi,
menta e ghiaccio,
fuoco dentro.

Mangiare Thai,
i tacchi di legno,
i passi incrociati,
le cabine telefoniche.

Gridare per strada,
piegarsi sulle ginocchia,
“che bella maglietta”,
pizzichi,
nessuna veglia,
dormire tre ore,
albe silenziose con tazze fumanti alla finestra,
sfiorarsi di corpi,
dj nascosti,
a rouge croix,
a porcelain angel.
I baci,
gli abbracci,
gli schiaffi,
gli intrecci.

Non perdersi di vista,
keep calm & call me,
l’isola dei cani,
cene a quattro mani,
vini australiani,
taralli italiani,
olive inglesi.

Fermo immagine di Londra.
Il sole disegna un arco di 180 gradi in 18 secondi.
Il buio è una coperta tirata dietro dall’orizzonte.
Gru veloci si muovono.
Where is the ball?

A pelo d’acqua,
riflessi di luce.
Punte di piedi che sfiorano la superficie.

I treni veloci,
gli aerei nei cieli,
la terra che trema,
scoiattoli, papere e corvi,
aprire le porte.

I passi delle guardie,
le chiavi nelle serrature,
la vasca che perde,
i fiori gialli sul balcone,
il caffé nel frigo,
i biscotti in sedici parti.

Pensare, pensare, pensare.
Ogni passo.
Ogni ombrello.
Ogni cambio.

Tra passato e futuro,
tra marmo ed acciaio,
tra cani ed aerei.

Cielo platino.
Aria fresca.
Scalette d’aereo.

See u soon………

 

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Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare.
Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita… Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano

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Here’s to the crazy ones. The misfits. The rebels. The troublemakers. The round pegs in the square holes. The ones who see things differently. They’re not fond of rules, and they have no respect for the status quo. You can quote them, disagree with them, glorify and vilify them. About the only thing you can’t do is ignore them because they change things. They push the human race forward. And while some may see them as crazy, we see genius. Because the people who are crazy enough to think they can change the world, are the ones who do.

 

 

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