Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for febbraio 2012

E’ li che miro,
è li che remo,
contro.
Attratto senza sapere il perché,
come comete intorno al sole,
come le pietre sulle schiene delle montagne,
come la neve che si lascia andare,
come un sole che muore.

Uno stato di bisogno,
un respiro insperato dall’abisso delle paure,
uno squarcio sulla tela,
una notte bucherellata da stelle stanche.

E’ li che miro,
è li che remo,
contro.

I macigni più pesanti,
le mazzate più violente,
un dio blue,
una morte trasparente.

Io lì miro,
io lì vado,
dove tu non senti,
dove tu non vuoi,
dove tu non credi.

Vado lì.

Dove, tu, prendi forma

 

Read Full Post »

oh padre…
la mia barca così piccola…
il tuo mare così grande…

non resisto più a queste onde nere,
al vento che ulula
ed alla rotta che è persa.

e non mi è dolce naufragar in questo mare.

 

e lo strazio dell’attimo che si ripete perdendo ogni volta un pezzo indispensabile,
la vertigine dell’abisso pronto con le fauci aguzze,
il solletico gelido di una caduta,
una lingua sola in una bocca chiusa,
che non ride
ma sorride mesta.

non mi è dolce naufragar in questo mare….

 

Read Full Post »

fame d’aria

Fame d’aria.
Butto giù respiri che mi strappano il petto e soffocano la gola.
Distratto e seduto su una sedia di legno, cerco un senso che si nasconde troppo abilmente.
Ed ancora il respiro, la fame d’aria, l’assenza di senso.

In questo preciso momento so di non sapere.
Non so nemmeno cosa.

 

Benvenuti a tutti

Read Full Post »

CocaColla.it è un blog che dal 2010 si occupa di arte, design, advertising, lifestyle e trend della rete, dedicato a chi ama l’arte contemporanea in ogni sua espressione.

Il nostro blog in questi due anni ha avuto talmente successo che è diventato uno dei punti di riferi- mento per il design e per la street-art. Grazie al quotidiano impegno e alla costante dedizione del nostro team, CocaColla è entrato nelle chart italiane di settore, toccando gli 1,5 MILIONI di visita- tori unici nel primo anno di vita.

Contiamo più di 7000 liker su Facebook e 1000 follower su Twitter. I nostri articoli sono stati letti in 202 paesi sparsi per il mondo.

CocaColla è diventato talmente famoso che anche la Coca-Cola Company si è accorta di noi e un paio di settimane fa, per mano del loro ufficio legale, ci ha fatto recapitare due lettere di diffida, chiedendoci di ritirare le pratiche avviate per la registrazione del marchio e la cessione nei loro confronti del “nome a dominio” http://www.cocacolla.it. Non sono da ritenersi esenti i nostri profili social. Pena citazione a giudizio.

La motivazione è la seguente: … che la registrazione e l’utilizzo da parte sua del nome a dominio http://www.cocacolla.it determina l’insorgere di un grave rischio di confusione per i consumatori che pos- sono essere indotti a ritenere che il segno COCACOLLA ed il nome a dominio http://www.cocacolla.it siano volti a contraddistinguere prodotti/servizi distribuiti, organizzati o sponsorizzati dalla nostra cliente o che comunque l’uso del segno COCACOLLA da parte sua sia stato autorizzato dalla nostra assistita in base ad accordi o altri legami contrattuali o societari, il che non corrisponde al vero. L’uso del segno COCACOLLA e del nome a dominio http://www.cocacolla.it da parte sua costituisce inoltre contraffazione dei celebri marchi costituiti dalla dicitura Coca-Cola della nostra assistita.

In poche parole ci chiedono di chiudere, cedere il dominio e di sospendere la pratica di registrazio- ne del marchio. Ed in soli 15 giorni.

L’idea di chiamare il blog CocaColla nasce da uno dei nostri primissimi brainstorming, quando pen- sammo di mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell’artistica di base e della street-art, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop, dell’industrializzazione e della pubblicità.

Per noi in questo nome c’era tutto quello che volevamo comunicare: tutte le nostre passioni, tutti gli argomenti che di lì a poco sarebbero diventati i temi del nostro lavoro quotidiano di ricerca e produzione di contenuti. Un nome facile da ricordare e irriverente che fa il verso proprio al soft drink più famoso al mondo.

Immaginavamo che prima o poi qualcosa sarebbe potuto accadere, quindi non appena abbiamo ricevuto le lettere abbiamo contattato uno specialista in diritto industriale e in proprietà intellettuale. Analizzato il caso ci ha convinto che fosse meglio mollare tutto, perché andare avanti in un’azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto per le nostre tasche.

Il nostro è infatti un progetto editoriale e non avremmo mai potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale del genere.

Ormai con certezza, dobbiamo comunicarvi che il 5 Marzo 2012 chiuderemo il dominio http://www.cocacolla.it e tutti i profili social ad esso collegati.

Inutile sottolineare la nostra amarezza, figlia dall’ennesima situazione nella quale Davide soccombe inevitabilmente contro Golia.

Con questo comunicato vogliamo attenzionare a tutti voi quanto è accaduto e comunicarvi che stiamo già lavorando ad una nuova identità.

Per evitare di perdere quanto costruito in questi due anni con CocaColla vi chiediamo di sostenerci comunicando la news sui vostri blog, sulle vostre pagine, sui vostri canali e su Twitter usando l’hashtag #supportcocacolla. Potete registrarvi alla nostra newsletter rimanendo aggiornarti sugli sviluppi futuri del nostro blog.

 

 

Dal sito di Rocco Rossitto

 

supportiamoli su Twitter #supportcocacolla

 

https://twitter.com/#!/bevicocacolla

Read Full Post »

Il ministro della Giustizia Paola Severino ha detto una cosa sacrosanta e giusta: io pago le tasse e per tanto non ho da vergognarmi su quanto guadagno.

In Italia funziona così: se guadagni soldi attiri l’invidia e le maldicenze delle persone, dai vicini di casa passando per i parenti sino a perfetti sconosciuti.

Guardiamo sempre l’altro, notando le pagliuzze e tralasciando le travi.

Un avvocato di successo dichiara sette milioni di euro l’anno.
Se una persona lavora, fa fatica, ed è brava, perché non può guadagnare soldi?

Perché l’accumulo di ricchezza deve essere una “brutta cosa”, poggiata su illegalità, raggiri, evasioni, magheggi?

La risposta è tutta in una parola: cultura.
E’ la nostra cultura, di petulanti, postulanti, saltatori di carri, meschini, mediocri.

Quando parlo con qualcuno che si lamenta della ricchezza di un terzo, rido.
E mi incazzo non poco.

Una persona è ricca, spesso per nascita, molte volte per bravura, sicuramente anche altre tante lo fanno con metodi illegali, o magari lavorando meno di quanto dovrebbero.

Però io dico sempre ai miei inutili interlocutori testuali parole: “Tu al posto suo, avresti fatto peggio. Molto peggio!”

 

leggetevi l’intervista su Repubblica.it 

Read Full Post »

Parlavo con una persona su twitter della storia di una barista. Una persona normale,  con una vita normale, un lavoro normale. Che all’improvviso viene catapultata nel gossipubblica di Italia.

Una “semplice” ragazza, bella, formosa, che ha fatto qualche scatto. E che sta diventando famosa, oltre le mura della Bassa Bresciana

Ritengo sia una geniale trovata pubblicitaria, con tanto di foto pubblicate e mogli e fidanzate indispettite.

Bagnolo Mella, 12000 anime bresciane che si agitano davanti alla sexy barista.

Risultato: problemi di ordine pubblico, litigi in aumento ed affari triplicati per il bar “Le Café” di Bagnolo Mella, ovvero quello che è diventato il bar “di Laura Maggi”.

Exploit anche per i fan di Facebook.

Si vocifera che gente inizi ad arrivare anche dai dintorni per gustare i vodka-tonic che il venerdì sera prepara la Laura (scusi Fornero)

Mi ha colpito come una cazzata di poco conto diventi notizia.
D’altronde, ne sto parlando anche io!

Il link del Corriere della Sera edizione Brescia per leggere la notizia.
Con tanto di foto!!!!!

Laura Maggi (Facebook)

Read Full Post »

Un uomo è stato ucciso intorno alle ore 15 di oggi 21 febbraio 2012 in zona Montespaccato, via Montpellier

Ma che sta succedendo nella Capitale?

Possibile che tra Ministeri, polizia, migliaia di uomini di Stato, sia così facile sparare?

Ma le persone sono al sicuro?
Ed i nostri rappresentanti dello Stato sono tutelati sufficientemente?

 

Leggete la notizia sul Messaggero di Roma 

Read Full Post »

Older Posts »