Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘internet stuff’ Category

Una bellissima intervista di Emiliano Mondonico sul Corriere della Sera edizione Bergamo.

L’occasione mancata di un simbolo di entrare nell’immaginario collettivo, nelle chiacchiere da bar, da tavolo, da birra per strada o perché no anche filosofiche riflessioni sul n.1 in campo, non per la maglia ma per lo spirito, l’affrontare compagni di squadra allibiti o la propria tifoseria nello stadio e davanti alle tv.

Niente di tutto questo.
Ominicchi, tristi figuranti, caricacchiacchiere e quaquaraquà.
Perché il calcio è anche questo.

Ed è giusto che se ne parli.

 

Mondonico sul Corriere

Annunci

Read Full Post »

CocaColla.it è un blog che dal 2010 si occupa di arte, design, advertising, lifestyle e trend della rete, dedicato a chi ama l’arte contemporanea in ogni sua espressione.

Il nostro blog in questi due anni ha avuto talmente successo che è diventato uno dei punti di riferi- mento per il design e per la street-art. Grazie al quotidiano impegno e alla costante dedizione del nostro team, CocaColla è entrato nelle chart italiane di settore, toccando gli 1,5 MILIONI di visita- tori unici nel primo anno di vita.

Contiamo più di 7000 liker su Facebook e 1000 follower su Twitter. I nostri articoli sono stati letti in 202 paesi sparsi per il mondo.

CocaColla è diventato talmente famoso che anche la Coca-Cola Company si è accorta di noi e un paio di settimane fa, per mano del loro ufficio legale, ci ha fatto recapitare due lettere di diffida, chiedendoci di ritirare le pratiche avviate per la registrazione del marchio e la cessione nei loro confronti del “nome a dominio” http://www.cocacolla.it. Non sono da ritenersi esenti i nostri profili social. Pena citazione a giudizio.

La motivazione è la seguente: … che la registrazione e l’utilizzo da parte sua del nome a dominio http://www.cocacolla.it determina l’insorgere di un grave rischio di confusione per i consumatori che pos- sono essere indotti a ritenere che il segno COCACOLLA ed il nome a dominio http://www.cocacolla.it siano volti a contraddistinguere prodotti/servizi distribuiti, organizzati o sponsorizzati dalla nostra cliente o che comunque l’uso del segno COCACOLLA da parte sua sia stato autorizzato dalla nostra assistita in base ad accordi o altri legami contrattuali o societari, il che non corrisponde al vero. L’uso del segno COCACOLLA e del nome a dominio http://www.cocacolla.it da parte sua costituisce inoltre contraffazione dei celebri marchi costituiti dalla dicitura Coca-Cola della nostra assistita.

In poche parole ci chiedono di chiudere, cedere il dominio e di sospendere la pratica di registrazio- ne del marchio. Ed in soli 15 giorni.

L’idea di chiamare il blog CocaColla nasce da uno dei nostri primissimi brainstorming, quando pen- sammo di mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell’artistica di base e della street-art, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop, dell’industrializzazione e della pubblicità.

Per noi in questo nome c’era tutto quello che volevamo comunicare: tutte le nostre passioni, tutti gli argomenti che di lì a poco sarebbero diventati i temi del nostro lavoro quotidiano di ricerca e produzione di contenuti. Un nome facile da ricordare e irriverente che fa il verso proprio al soft drink più famoso al mondo.

Immaginavamo che prima o poi qualcosa sarebbe potuto accadere, quindi non appena abbiamo ricevuto le lettere abbiamo contattato uno specialista in diritto industriale e in proprietà intellettuale. Analizzato il caso ci ha convinto che fosse meglio mollare tutto, perché andare avanti in un’azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto per le nostre tasche.

Il nostro è infatti un progetto editoriale e non avremmo mai potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale del genere.

Ormai con certezza, dobbiamo comunicarvi che il 5 Marzo 2012 chiuderemo il dominio http://www.cocacolla.it e tutti i profili social ad esso collegati.

Inutile sottolineare la nostra amarezza, figlia dall’ennesima situazione nella quale Davide soccombe inevitabilmente contro Golia.

Con questo comunicato vogliamo attenzionare a tutti voi quanto è accaduto e comunicarvi che stiamo già lavorando ad una nuova identità.

Per evitare di perdere quanto costruito in questi due anni con CocaColla vi chiediamo di sostenerci comunicando la news sui vostri blog, sulle vostre pagine, sui vostri canali e su Twitter usando l’hashtag #supportcocacolla. Potete registrarvi alla nostra newsletter rimanendo aggiornarti sugli sviluppi futuri del nostro blog.

 

 

Dal sito di Rocco Rossitto

 

supportiamoli su Twitter #supportcocacolla

 

https://twitter.com/#!/bevicocacolla

Read Full Post »

Il ministro della Giustizia Paola Severino ha detto una cosa sacrosanta e giusta: io pago le tasse e per tanto non ho da vergognarmi su quanto guadagno.

In Italia funziona così: se guadagni soldi attiri l’invidia e le maldicenze delle persone, dai vicini di casa passando per i parenti sino a perfetti sconosciuti.

Guardiamo sempre l’altro, notando le pagliuzze e tralasciando le travi.

Un avvocato di successo dichiara sette milioni di euro l’anno.
Se una persona lavora, fa fatica, ed è brava, perché non può guadagnare soldi?

Perché l’accumulo di ricchezza deve essere una “brutta cosa”, poggiata su illegalità, raggiri, evasioni, magheggi?

La risposta è tutta in una parola: cultura.
E’ la nostra cultura, di petulanti, postulanti, saltatori di carri, meschini, mediocri.

Quando parlo con qualcuno che si lamenta della ricchezza di un terzo, rido.
E mi incazzo non poco.

Una persona è ricca, spesso per nascita, molte volte per bravura, sicuramente anche altre tante lo fanno con metodi illegali, o magari lavorando meno di quanto dovrebbero.

Però io dico sempre ai miei inutili interlocutori testuali parole: “Tu al posto suo, avresti fatto peggio. Molto peggio!”

 

leggetevi l’intervista su Repubblica.it 

Read Full Post »

Parlavo con una persona su twitter della storia di una barista. Una persona normale,  con una vita normale, un lavoro normale. Che all’improvviso viene catapultata nel gossipubblica di Italia.

Una “semplice” ragazza, bella, formosa, che ha fatto qualche scatto. E che sta diventando famosa, oltre le mura della Bassa Bresciana

Ritengo sia una geniale trovata pubblicitaria, con tanto di foto pubblicate e mogli e fidanzate indispettite.

Bagnolo Mella, 12000 anime bresciane che si agitano davanti alla sexy barista.

Risultato: problemi di ordine pubblico, litigi in aumento ed affari triplicati per il bar “Le Café” di Bagnolo Mella, ovvero quello che è diventato il bar “di Laura Maggi”.

Exploit anche per i fan di Facebook.

Si vocifera che gente inizi ad arrivare anche dai dintorni per gustare i vodka-tonic che il venerdì sera prepara la Laura (scusi Fornero)

Mi ha colpito come una cazzata di poco conto diventi notizia.
D’altronde, ne sto parlando anche io!

Il link del Corriere della Sera edizione Brescia per leggere la notizia.
Con tanto di foto!!!!!

Laura Maggi (Facebook)

Read Full Post »

Un uomo è stato ucciso intorno alle ore 15 di oggi 21 febbraio 2012 in zona Montespaccato, via Montpellier

Ma che sta succedendo nella Capitale?

Possibile che tra Ministeri, polizia, migliaia di uomini di Stato, sia così facile sparare?

Ma le persone sono al sicuro?
Ed i nostri rappresentanti dello Stato sono tutelati sufficientemente?

 

Leggete la notizia sul Messaggero di Roma 

Read Full Post »

Il franco francese era la moneta ufficiale della Francia prima dell’avvento dell’Euro, in circolazione nelle nostre tasche dal 2002.

Sicuramente tra le monete storiche e di maggior peso della storia dell’economia e della storia in generale.
Pensate che il primo franco fu coniato nel dicembre 1360.
Perché proprio in quel mese? Perché proprio quel nome?

Avvenne in quel mese perché fu istituzionalizzato dal regno per pagare il riscatto del re Giovanni II detto “il Buono” fatto prigioniero dall’Inghilterra nella Battaglia di Poitiers, una delle numerose battaglie della Guerra dei Cent’Anni.

In base al trattato di pace, la liberazione del re doveva avvenire dietro un riscatto a peso d’oro, ed i francesi crearono una moneta d’oro che chiamarono “franco a cavallo”. Il termine “franco” aveva il doppio significato di rivolgersi alla Francia ed all’affrancamento, ovvero alla liberazione (del re a quanto pare).

Una moneta che avrebbe attraversato la storia del mondo, tante vicissitudini, tanti cambiamenti, un motivo di orgoglio e di sfida per la monarchia e la repubblica.

Perché vi racconto questa storia?
Perché due giorni fa, il 17 febbraio 2012, questa moneta ha cessato di esistere ufficialmente.
Si.

Dopo essere stato messo in cantina dall’euro nel 2002, i francesi e tutti i suoi possessori potevano cambiare in euro le monete fino al 2005 e le banconote sino a due giorni fa.

Per meccanismi prescritti nei trattati succede questo: la Banca di Francia, ovvero la banca centrale nazionale, ha stimato che manchino nelle casse circa 550 milioni di euro in vecchie banconote “franche”. Di persone, enti, che evidentemente non hanno fatto il cambio. La Banca di Francia si ritroverà ora con un “bonus” di 550 milioni di euro nei propri conti senza aver fatto praticamente nulla.

Ed in Italia?

Anche l’Italia ha praticamente fatto una cosa del genere. Ma in sordina.
Infatti nella manovra di Monti, l’art. 26 annuncia: Prescrizione anticipata delle lire in circolazione
1. In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all’articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato.


Praticamente anche l’Italia ha dismesso ufficialmente e per sempre la sua moneta precedente, la lira italiana.
Stesso funzionamento, stesse procedure, solo che nel nostro caso è stato anticipato tutto al mese di dicembre e non al 28 febbraio 2012 come era stato previsto.

Il Fondo ammortamento dei titoli di Stato, in poche parole, riceverà dall’Europa 1,2 miliardi di euro. Una specie di bonus per le lire mancanti nelle casse dello Stato.
Come in Francia.

Fine della breve storia del franco e della dismissione della lira.
Con buona pace della Grecia che affonda nella melma.

 

Read Full Post »

Corriere della Sera

Read Full Post »