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Archive for the ‘opinion maker’ Category

Rivoluzioni in MPS.
Scenderà al 33,5% il capitale posseduto dall’istituto, in vista di un allargamento dell’azionariato, scendendo sotto la soglia tradizionale del 51%.
In questo modo il veto sarà esercitabile nelle sole assemblee straordinarie.
Nel frattempo dal Forex di Parma, ripreso da Dagospia, emerge un “rumor” importante.
Alessandro Profumo, il grande ex di Unicredit, fuori dai giochi da diversi mesi ormai, rientrerebbe a pieno titolo nel gotha dell’alta finanza, assumendo il ruolo di Presidente di MPS, a partire dal 27 aprile 2012, giorno in cui l’attuale presidente, Giuseppe Mussari, lascerà l’incarico dopo due mandati consecutivi.

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Assistiamo in questi giorni ai fatti d’Egitto.
Li leggiamo sui giornali, li vediamo nei telegiornali, ma cosa più forte ,ed immediata, li seguiamo su internet.
Nonostante il digital divide, possiamo tranquillamente affermare che tutti seguiamo la rivoluzione in atto in Egitto.
Si, la rivoluzione. Ovvero quando un popolo scende nelle piazze e nelle strade a manifestare contro un sistema di governo che lo opprime e lo comprime.
Non solo in Egitto, ma anche in Tunisia, in Algeria, in Albania e nello Yemen, solo per citare i sollevamenti popolari dell’ultimo mese. A dimostrare che il mondo, apparentemente statico e flaccido (non la parte del corpo di qualcuno che abbiamo sentito nominare ultimamente), fuori della finestra è sveglio e fermenta.
A dimostrare a questa zona di mondo fatta di gente che invecchia, che i giovani ci sono.
Si, i giovani, quelli che fanno le rivoluzioni.
Dato che mi ha colpito non poco è quello di Google.

Ogni regime che si rispetti (rispetto per un regime??) tende ad assicurarsi due cose: il monopolio/arbitrio della forza e il monopolio dell’informazione (chiamiamola anche censura se volete). Perchè un regime per quanto forte ed organizzato sarà sempre una minoranza all’interno di una comunità di persone, e controllare le informazioni cui questa ha accesso non solo è sufficiente ma necessario per l’esercizio del potere.
Il governo di Mubarak la settimana scorsa ha iniziato a  chiudere le porte della Rete, escludendo di fatto l’Egitto dalla Rete internet mondiale.

Nonostante tutti i provider fossero stati disattivati, Google, in collaborazione con Twitter, è riuscita a creare un sistema con il quale gli utenti, attraverso la voce ( e chiamando ad un numero internazionale ) riuscivano a comunicare con l’esterno.
In poche parole, una società quotata in Borsa, di un’altra nazione (vabbè gli USA, ok) ha deciso non solo di  intromettersi nelle vicende di uno Stato straniero, ma di non rispettare una chiara decisione maturata dal potere vigente.
Ora, al di là del fatto che abbia fatto bene o no, che sia giusto o sbagliato, la mossa di Google mi fa riflettere non poco.

In primis, penso al diritto internazionale. Nonostante non sia un soggetto di diritto internazionale, Google si è comportata de facto come un soggetto di diritto internazionale, aiutando gli insorti. Come? Non fisicamente, ma nell’esercizio di una funzione che intrinsecamente ha aiutato gli egiziani a ribellarsi e mantenere il nebuloso status di insorti: la comunicazione con l’esterno.

Della Tunisia, dell’Algeria, dello Yemen e dell’Albania non sappiamo quasi più nulla. Perchè si è interrotto quella concatenazione di eventi, quella successione di cause-effetto che l’opinione pubblica mondiale provoca se stimolata.
Dopo che il mondo ha smesso di interessarsi di questi paesi, non se ne è saputo più nulla, e per gli italiani, i francesi, gli australiani ed i brasiliani in questi paesi tutto è fermo.
Della serie: comunico ergo sum.

In Egitto no. Dell’Egitto si parla, si continua a parlare. Certo, politicamente, storicamente e strategicamente non ci sono paragoni tra il paese dei Faraoni e quelli citati prima, ma sempre di eventi importanti si tratta.

Bene. La funzione di Google è stata quella di mantenere alta l’attenzione. Ha aiutato gli insorti a continuare a ribellarsi.
Notate come gli egiziani scrivano i loro striscioni di protesta in inglese. Lo fanno perchè devono comunicare con l’esterno.
Google ha svolto gli stessi compiti che prima gli Stati svolgevano autonomamente, aiutando gli insorti contro il potere costituito.

Questo può essere un precedente molto interessante. Certo la consuetudine è così lontana dall’essere formata/ dal formarsi. Ma nella nostra epoca, dove il tempo si sbriciola facilmente e consumiamo chili di informazioni ogni giorno, forse un giorno, dovremo considerare anche Google & co. come soggetti internazionali.

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leggi l’articolo su Corriere.it

Paradossi strani.
L’Italia, lo ricordo, ha abolito la pena di morte e sostiene la moratoria ONU per l’abolizione della pena capitale.

Il Pentotal è usato per le iniezioni letali.
Sinceramente, aprire la Home Page di questa azienda, e scoprire le foto che ci sono su, è abbastanza raccapricciante.. sito internet Hospiria
Spaventoso anche quando si legge che è una “azienda globale…” “una società internazionale…”

Vi lascio pensare allo “scaricabbarile”, alla de-responsabilizzazione conseguente, al menefreghismo imperante.

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L’editoriale di Ernesto Galli della Loggia di questa mattina, scritto ovviamente prima del tanto atteso discorso di Berlusconi alla Camera, mi ha fatto riflettere non poco:

È solo questo fatto, è solo l’impossibilità di scorgere alternative realistiche che può portare oggi ad augurarsi che il governo in carica resti al suo posto. In attesa che prima o poi l’opposizione di sinistra riesca in ciò in cui fino ad oggi non è riuscita: costruire un’unità credibile intorno a un leader e a un programma credibili. Cioè, si metta in condizioni di affrontare l’avversario con qualche probabilità di successo.

La sinistra dov’è? Perchè ci sono solo mezze calzette, omuncoli, mini-Me?
Dov’è la sinistra? L’opposizione non esiste, esistono solo dei pensieri, dei lampi, soffi di vento. Qui ci vuole ben altro. Solo Vendola al momento potrebbe qualcosa, ma non ora, è troppo presto.
Vendola è lontano, deve farsi conoscere, deve cambiare, deve ridimensionare un pò l’ego, parlare meno dell’irrealizzabile e concentrarsi sul realizzabile. E notizie come quelle di oggi non lo aiutano tantissimo.

Berlusconi è impopolare in questo periodo.
Nonostante l’anestesia della pubblica opinione.
Siamo tutti inermi.
Ad un passo dal caos e dalla paralisi totale.

Berlusconi, per i raggiri della storia, è l’unico che ora può mandare avanti la giostra e mantenere in piedi la baracca, l’Italia.
Il male minore.

Ah, l’Italia siamo noi.
Giusto per ricordarcelo ogni tanto.

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