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Posts Tagged ‘anima’

Cosa porti con te? 
spine negli occhi e dadi truccati 
per sopravvivere 
in mezzo a specchi di lacrime e sale 
finisce quì 
mai nessuno che ha provato a capire 
meglio così.. 

tu che brilli e il mondo non lo vede 
timida e leggera come neve 
anima lieve 

Cosa porti con te? 
valige di sogni 
e amori sbiaditi anche senza sole 
senza più linfa da poter investire 
in signor sì 
sta notte è la notte via da quì 
mentre fai le scale il cuore trema 
è un brivido che taglia in due la schiena 
anima aliena 

tu che brilli e il mondo non lo vede 
dimmi dai leggera come neve 
anima lieve 

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Il cubetto di ghiaccio di scatto si sposta nel bicchiere mezzo pieno di qualcosa di ambrato e molto molto alcolico.
Dietro, il fumo della sigaretta lento ed inesorabile sale verso il soffitto tappezzato con fiori verdi.
Cisco fissa perplesso il bicchiere prima, la finestra dopo, il bicchiere prima, la finestra dopo.
La tenda, bianca e trasparente, si muove col vento che ha portato via la pioggia.
La notte entra umida senza chiedere permesso in quella stanza di hotel, giù a Downtown.
Zoe è alla finestra, le luci della città negli occhi, la stanchezza degli uomini nell’aria come le mani, come le gambe.
I capelli dietro l’orecchio si sganciano all’improvviso e si gira verso Cisco. 
Dammi una risposta. Perchè? Perché? Maledizione!”
Cisco tira una boccata profonda, butta fuori dal naso, il braccio a mezz’aria, sul bracciolo del divano appoggiato.
Potevamo starcene buoni, da una parte, zitti, fermi, perché? perché?”
Cisco rimane zitto, sente un peso al centro del petto. 
Ti terrei con me, ovunque tu voglia… te lo giuro” insiste lei.

Dal palazzo vicino si sente Al Green, partire piano come i treni, che prima o poi arrivano uscendo da una galleria 
o da una nuvolona di vapore… “this broken heart

Volevo solo passare qualche giorno sola con te, per togliermi questa disperazione strisciante, questa voglia che mi sta portando all’inferno, fanculo l’orgoglio, fanculo le armature, fanculo le maschere…
Cisco la guarda con la bocca socchiusa
tell me how can you stop the rain from falling down?” – canta Al Green.
Zoe è bellissima, è una Venere, è una Madonna, è una statua a cui ci si deve inginocchiare. E’ quello che gli uomini vogliono.
O forse solo quello che Cisco vuole, come lei vuole.

I cuori si rompono. 
Le anime si strappano come fa la pelle dalla carne a volte. 
E fanno male. Fanno male. Come una zappa che violenta la terra. 
Dove nascono poi frutti succulenti, buoni, belli che danno senso al sudore, alla fatica, al nulla che intorno c’è e ci portiamo dentro.

How can a loser ever win?” – disperato Al Green dal palazzo vicino.
Qui non ci sono eroi, non ci sono vincitori, non ci sono “quelli a cui va bene”. 
Perdiamo tutti, vinciamo tutti. 

Cisco si alza. 
Col dorso accarezza il viso di Zoe, la luna è rossa di rabbia. 
La tocca. 
Con un dito. 
Non ci sono sempre perché. 
Non ci sono sempre spiegazioni.
Zoe, non ci sono sempre spiegazioni“.

Non ci sono eroi. Non ci sono santi. Solo uomini. 

E’ tutto sbagliato” 
Cisco è svuotato. Non ha più niente da dare. Da dire. 

I could never see tomorrow” …. la musica è ovunque.
Zoe non tremare. Non tremare stanotte. Non devi avere paura di nulla… siamo solo quello che siamo.
Fiato e voglia, 
mani e denti, 
cuori rotti e mai sazi,
perdenti eppure mai domi,
feriti eppure orgogliosi,
duri come la vita e le pietre

Zoe non tremare...”
e piano le sfila il vestito, perché non c’è altro da fare, altro da dire, altro da volere.
Punto

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in a blue vortex

In un vortice blu
risucchiato impudentemente
contro un muro
senza orecchie
che non sa di non sapere!

L’effimero sguardo
senza profondità
di lignei occhi

avere tutto
senza avere niente.
Qui i cuori battono a vuoto
mangi pesce
che credi esser carne.

In mari di sangue
lancio strali
ordini
appelli

T’aggrappi all’anima
e ricevi calci.

Gli unicorni non esistono.
Gli unicorni pensano che gli umani non esistano.

Quindi quello che non si vede non esiste.

I giorni volano.
I sogni restano.
Le mani in tasca.
La guerra in testa.

 

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29

voglio solo raccontare storie.
lisciarmi le spine,
trovare quello che cerco,
senza confini di sorta.

prosciugarmi l’anima,
ed inondare il tuo regno,
e ricominciare.
Daccapo.

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