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La lampada

Oggi ho comprato una lampada.
Una vaffanculo di lampada.
Sembrava che oggi, la giornata di Cristo Nostro Signore, fosse stata prevista dalla più terribile e onnipotente forza di tutto l’universo per questa cazzo di lampada.

Ho comprato una lampada.
Da un tipo che sta chiudendo.
Dicono sia stanco, secondo me sta fallendo.
Comunque si è messo in tasca i suoi soldi.
Ci siamo stretti la mano, ognuno convinto di aver fregato l’altro.
Lui sotto la sua luce verde al neon, gli occhialini sul naso, i capelli verdi.
Io col baffo lungo che fa molto “bravo” di Don Abbondio (se dico Manzoni alcuni non capiscono).

Due stupidi, convinti che oggi, tutto l’universo fosse concentrato nella fottutissima lampada.

Ci sono 23.000 bombe atomiche puntate contro tutto e tutti, e noi ci siamo accordati per una lampada.
Svariati migliaia di persone muoiono oggi, noi ci siamo accordati per una lampada.
Alle 17,53 il Sole era perpendicolare all’Equatore? Noi ci siamo accordati per una lampada.
Oggi l’aria era calda. E noi ci siamo accordati per una lampada.

Mentre ero in macchina, credendomi tranquillo e tutto assorto da raggiungere quello che dovevo fregare, una bambina mi saluta mentre tiene la mano di sua madre, sulle strisce pedonali. E lei non sa che io sto andando a comprare una lampada e non sa che sua madre mi butta occhiate e vorrebbe regalarle un fratellino.

La puttana sulla complanare è stanca, sta stravaccata su una lurida sedia di plastica logora e con le cosce raccolte sul bracciolo scodinzola un polpaccio. Credo fosse il sinistro. La scarpa di velluto viola col tacco nero su e giù.
Lo stronzo che non sa guidare (non manca mai e nei miei cento km quotidiani ne ritrovo diversi) mi taglia la strada all’ultimo ed all’ultimo lo evito. Ci incontriamo sempre nei miei “vaffanculo” liberatori e gutturali, ambasciatori di rabbie sopite e voglie inesplose che mi stanno uccidendo piano piano come quel veleno che dai poco poco per non farti scoprire l’assassinio.

Il mondo sta finendo ogni giorno, baby.
Ed io compro la lampada.

Compro la lampada per domani.
E non so quante ossa mi romperò stanotte.

Compro la lampada perché voglio la lampada da mettere in una stanza.
E non so nemmeno che cazzo di stanza.

La gente muore.
La gente crepa.
La gente si mette in testa cose strane.
La gente si prende quello che trova ed abbozza sorrisi finti ed orgasmi finti pur di darsi un tono.
La gente non fa più l’amore.
La gente si beve tutto pur di non rinsecchire.
La gente non è felice e la gente si dice bugie per andare avanti e non farsi i conti in tasca.
La gente non vuole la verità, perché la verità fa male.

Ed io oggi, ho comprato una lampada.
Capisci?
Una lampada.

Una stracazzo fottutissima lampada.

Cristo.

 

 

Guglielmo Di Crollalanza – Il piacere delle cose – pag. 3

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