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Mi domando cosa porta un uomo a fare un gesto del genere.
Non penso che possa essere rimorso, dignità, senso di colpa. Queste sono cose che sicuramente avrà “avvertito” ogni tanto.
Ha fatto cose gravi. Penalmente rilevanti. Cose che sono punibili dalla legge. Non punite, attenzione. Punibili.
Ora il punto è: che forza c’è dietro questa ‘ndrangheta? O dietro la camorra? O dietro la mafia?
Cosa “spinge” un uomo a buttarsi giù?
Il potere nichilistico di queste forze è aberrante. Sconfiggono la barriera ultima, la più forte forza dell’uomo, quell’istinto alla sopravvivenza che è in ognuno di noi, con una facilità impressionante.
In nove giorni, giorno delle notifiche penali, un uomo qual’era Pasquale Libri o chi per lui, viene messo alle strette.
Preferire la morte piuttosto che affrontare queste forze (o)scure.

Morire perchè si ha paura di morire mi sembra una grande cazzata.
Possibile che la gente abbia così tanta paura di queste cose?

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Veltroni: «Le stragi di mafia del 92-93 utilizzate per battere i Progressisti»

«Finirono quando iniziò nuova stagione politica. Riina e Provenzano capi della mafia? Sono solo bracci operativi»

ltroni: «Le stragi di mafia del 92-93 utilizzate per battere i Progressisti»

«Finirono quando iniziò nuova stagione politica. Riina e Provenzano capi della mafia? Sono solo bracci operativi»

 

 Walter Veltroni (Imagoeconomica) 

 

 ROMA – «Qualcuno ha usato la mafia per creare una nuova stabilizzazione, per evitare che le forze democratiche e progressiste governassero questo Paese». Lo ha sostenuto Walter Veltroni alla festa del Pd a Roma riferendosi alle stragi di mafia del 1992-1993. «Non voglio stabilire nessuna relazione diretta, non voglio fare alcuna forzatura propagandistica, ma le stragi cominciarono nel ’93 con il governo Ciampi e finirono nel ’94 quando si aprì una nuova stagione politica», ha dichiarato l’ex segretario del Pd e membro della commissione parlamentare Antimafia. «Sono state stragi dell’antistato, stragi di mafia e di uno Stato deviato per condizionare l’esito della vita pubblica». Recentemente è stato reso noto che un funzionario dei servizi segreti è indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso nella strage di via d’Amelio, nella quale morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.

RIINA E PROVENZANO – L’ex sindaco di Roma ha inoltre ricordato che «è già successo altre volte» che siano state usate le stragi a questo scopo. «Arrivare alla verità è un dovere affinché si eviti che questi condizionamenti possano ripetersi nel futuro», ha aggiunto Veltroni, secondo il quale «nessuno mi convincerà mai che Provenzano e Riina sono i veri capi della mafia. Sono i bracci operativi, ma un’associazione criminale che ha un giro di affari di 130 miliardi all’anno vuol dire che in essa ci lavorano persone che stanno nell’alta finanza e nella grande industria e non è diretta da chi sta in campagna e manda pizzini».

 Corriere.it

Pensare davvero che due contadini analfabeti, per quanto intelligenti e feroci, potessero gestire un giro di affari di oltre 100 miliardi di euro, è roba da pura fantascienza.

Bisogna meditare gente, meditare.

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