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ecco la dichiarazione specifica del Ministro Corrado Passera

 

mentre di seguito c’è il link con la dichiarazione dei redditi di tutti i componenti del Governo Monti.

 

Sinceramente penso sia una cannibalizzazione, almeno per le specifiche della vita privata…

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Il franco francese era la moneta ufficiale della Francia prima dell’avvento dell’Euro, in circolazione nelle nostre tasche dal 2002.

Sicuramente tra le monete storiche e di maggior peso della storia dell’economia e della storia in generale.
Pensate che il primo franco fu coniato nel dicembre 1360.
Perché proprio in quel mese? Perché proprio quel nome?

Avvenne in quel mese perché fu istituzionalizzato dal regno per pagare il riscatto del re Giovanni II detto “il Buono” fatto prigioniero dall’Inghilterra nella Battaglia di Poitiers, una delle numerose battaglie della Guerra dei Cent’Anni.

In base al trattato di pace, la liberazione del re doveva avvenire dietro un riscatto a peso d’oro, ed i francesi crearono una moneta d’oro che chiamarono “franco a cavallo”. Il termine “franco” aveva il doppio significato di rivolgersi alla Francia ed all’affrancamento, ovvero alla liberazione (del re a quanto pare).

Una moneta che avrebbe attraversato la storia del mondo, tante vicissitudini, tanti cambiamenti, un motivo di orgoglio e di sfida per la monarchia e la repubblica.

Perché vi racconto questa storia?
Perché due giorni fa, il 17 febbraio 2012, questa moneta ha cessato di esistere ufficialmente.
Si.

Dopo essere stato messo in cantina dall’euro nel 2002, i francesi e tutti i suoi possessori potevano cambiare in euro le monete fino al 2005 e le banconote sino a due giorni fa.

Per meccanismi prescritti nei trattati succede questo: la Banca di Francia, ovvero la banca centrale nazionale, ha stimato che manchino nelle casse circa 550 milioni di euro in vecchie banconote “franche”. Di persone, enti, che evidentemente non hanno fatto il cambio. La Banca di Francia si ritroverà ora con un “bonus” di 550 milioni di euro nei propri conti senza aver fatto praticamente nulla.

Ed in Italia?

Anche l’Italia ha praticamente fatto una cosa del genere. Ma in sordina.
Infatti nella manovra di Monti, l’art. 26 annuncia: Prescrizione anticipata delle lire in circolazione
1. In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all’articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato.


Praticamente anche l’Italia ha dismesso ufficialmente e per sempre la sua moneta precedente, la lira italiana.
Stesso funzionamento, stesse procedure, solo che nel nostro caso è stato anticipato tutto al mese di dicembre e non al 28 febbraio 2012 come era stato previsto.

Il Fondo ammortamento dei titoli di Stato, in poche parole, riceverà dall’Europa 1,2 miliardi di euro. Una specie di bonus per le lire mancanti nelle casse dello Stato.
Come in Francia.

Fine della breve storia del franco e della dismissione della lira.
Con buona pace della Grecia che affonda nella melma.

 

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