Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘musica’

di tutta la vita che voglio..
sapessi come è strano
sentirsi invisibile a Milano.
Oh sapessi come è strano…
a Milano.

 

cosa c’è di impossibile per te?

Annunci

Read Full Post »

 

Talenti inutili. 
Ogni volta poi, sai sorprendermi 
sei ogni cosa intorno.
Poi non ci sei più. 

Sembra sempre lunedì. 

Una sana follia
che mi basta a portarmi fuori dall’assurda ed inutile… 

Babilonia

Te lo grido…. 

Babiloniaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!

Read Full Post »

(ora)

Un sorriso triste, tragico, dipinto sul suo viso. 
Accenna una mossa con le mani, poi va al pianoforte. 
A Downtown finalmente l’alba ha preso piede. 
Un’intera notte è trascorsa. 
Cisco e Zoe sono al centro del salone principale dell’albergo. 
Tre delle quattro pareti dell’enorme stanza sono composte da finestre enormi, alte almeno 5-6 metri, di legno bianco laccato e vetri un po’ sporchi di condensa verso il soffitto. 
La luce entra come un re in parata, in città vinte,
baldanzosa e fiera, 
diretta e senza filtri, e si riflette sul pavimento a scacchiera, lucida e pulitissima.
Cisco si siede ed inizia a suonare un motivetto stupido, con puntate sul DO e sul FA.
Il cuore mio non ce la fa” 
Sembrava tutto così semplice, per quelli come noi
Senti che ci manca qualcosa, che c’è sempre una scusa, che la gioia si è offesa, che non c’è la scintilla, ma una colpa (sinceramente) non c’è“.

Adesso dirsi tutto è utile
Resta che una parte del cuore sarà sempre sospesa, Zoe
Come fosse in attesa?”
Ecco un raggio di sole entrare dalla finestra.
C’è sempre una scusa, si è spenta una stella ed una colpa non c’è“. Cisco socchiude gli occhi.

Tu ci credi a quello che non vedi..?”
Eppure…” Zoe non riesce a parlare, ha un nodo in fondo, ha capito.

Non sapevano bene cosa stava succedendo. 
Come ci erano finiti. 
Quando ci erano entrati. 

Il sole è su. 
L’aria profuma di buono.

L’amore (ora) è un’altra cosa“. 

Zoe spalanca gli occhi. 
Trema la sua bocca. 
Trema tutto il mondo. 

E domani?

Read Full Post »

L’anima stracciata. 
Il sangue seccato.
La persiana sbilenca.
Il ronzio del condizionatore.
Le zanzare.
Eppure il sole continuava a scendere. 
Come fosse ferito, diventava rosso, i suoi schizzi nel cielo.
Monet bestemmierebbe. 
Mille girasoli piangono.
Cercano all’orizzonte, la madre che va via per la notte, girare la città.

La pelle si scioglie in mille diamanti, di sudore e di lacrime.
I respiri affanni mostruosi. 
Di sforzi mostruosi.
Di paurosi interrogativi lasciati dietro porte di legno marcio.

I girasoli continuano a piangere.
Il cielo tira la coperta.
Il caldo sale dalla terra. 
Passa nelle unghie, nelle dita e nei polsi. 

Versava il suo bacio nella sua bocca.
Le lingue erano mari che si incontrano.
Burrasche violente che non promettevano nulla di buono.

Eppure in quel burrone, 
dolce era la caduta,
soffice la resa.

Mille stelle ed una luna, dietro il cuore.
Scivolava dietro ognuna, 
non ne teneva per sé nemmeno una.

Riprese e scontri.
Un infrangersi su letti e lotte. 
Brividi. 

Brividi tremendi.
Che scuotevano la polvere.
Che facevano tremare. 

I girasoli dormono. 
Le cicale gridano.
Una musica in sottofondo. 
Il bambino con la rosa.

Le mani tra le candele.
Una lacrima sulla guancia.

Poi tutto è buio. 
Non ci sono santi. Non ci sono lieti fini.
Ci sono solo la gloria, le lenzuola, il pepe verde, le cicale. 
Rimane la musica. 
A gloria l’attesa.

Ed i girasoli.

Che ridono. 
Manca poco all’alba.

Read Full Post »