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Posts Tagged ‘night’

 

So if you’re looking for devotion, talk to me
Come with your heart in your hands
Because me love is guaranteed

So baby if you want me
You’ve got to show me love

 

 

 

 

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Talenti inutili. 
Ogni volta poi, sai sorprendermi 
sei ogni cosa intorno.
Poi non ci sei più. 

Sembra sempre lunedì. 

Una sana follia
che mi basta a portarmi fuori dall’assurda ed inutile… 

Babilonia

Te lo grido…. 

Babiloniaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!

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E’ buio a Downtown.
Cisco ha il cappello calcato, il trench stretto in vita, e fuma appoggiato al muro la sua Merit.
Piove ovunque ed aspetta fuori al Monsu’s, l’asfalto è bagnato e poche Cadillac scassate ai bordi dei marciapiedi rovinati.
La porta di servizio è chiusa per bene, sigillata ed una luce striminzita la illumina male.
E’ lì per un motivo. 
Semplice.
Limpido.
Chiaro.
Duro.
Zoe. 

Sono anni che si conoscono, entrambi diplomati lo stesso anno alle superiori poi persi e ritrovatisi in più occasioni.
Un seguirsi, rincorrersi e schermarsi. Nascondersi e bestemmiarsi.
Un giorno lui la baciò in una bisca vicino alle roulette, di nascosto agli amici ubriachi intenti a far baldoria.
Un bacio veloce, un flash stampato veloce. 
La teneva per la mascella ed immobilizzata per un braccio, era tesa come una corda ma rideva come fanno i soli delle 
giornate calde a mare. 
Aveva paura, la sentiva, con le narici, con la pelle.
I corpi vicino per un attimo. 
Un’insana voglia di non dover uscire dalla stanzetta delle roulette,
poi una mano invisibile li scaraventa fuori perché troppo forte quella sensazione,
una pistola puntata sul cuore pronta a sparare.
“L’ho hai sentito quel ferro sul cuore, Zoe?” – a denti stretti disse Cisco mentre controllava l’orologio
fuori in un vicolo a Downtown.
Fuori pioveva, il mondo piangeva.

La porta di servizio si apre, dal locale escono prima le gambe affusolate,
poi l’inconfondibile sagoma di Zoe.
I capelli coi riflessi rame, orecchini triangolari argentati, gli occhi incorniciati dal mascara 
e l’espressione indecifrabile che la bellezza si porta dietro e spesso condanna all’avidità di uomini maledetti.
Ingoia duro Cisco. Calca il cappello per bene e mani in tasca, dritto e veloce va verso Zoe.
Una macchina inchioda all’ultimo a tre dita dal suo ginocchio.
Zoe di scatto guarda in direzione…
… e si vedono, senza vedersi, negli occhi, nel cuore, nella pancia, nell’anima.
Il clacson del tassista,
il pugno sul cofano di Cisco
e Zoe scappa. 
Ancora una volta.
Stavolta no!” – un tuono , come un Zeus incazzato, dai polmoni risale atroce e rimbomba nel vicolo.
Zoe è una libellula, con gambe bianche come il latte e veloci i tacchi schiacciano i marciapiedi luridi.
Si guarda dietro, coll’affanno e la paura negli occhi.
Corre veloce, per sfuggire al destino che gli dà botte sui fianchi, per destarla, per riprenderla,
un richiamo primordiale,
un istinto insanabile,
come il sole fa posto alla luna
ed il fiume va nel mare,
come il caldo del fuoco,
e la paura della morte.
Ma non è la morte quello che la rincorreva.
E’ Cisco,
l’altra metà perfetta in un mondo perfetto
che ogni atomo teneva lontano e pure ora la inseguiva.
Stammi lontano” – la voce strozzata , i capelli di rame e lisci bagnati dalla pioggia.
Muto corre nella notte, fendendo la pioggia e l’aria, tipo una freccia scoccata 
con la sicurezza e la speranza profonda di colpire la mela sulla testa dell’amata.
Poteva sentire il cuore battere, e la disperazione assalirla.
Ancora un passo, il polso vicino e l’odore potente.
La prende dal polso, la fa girare su se stessa
e bum… a rallentatore gira su se stessa, coi capelli, con gli occhi, con la bocca,
il vestito che si alza sopra le ginocchia. 
Tutto a rallentatore, tutto perfetto. 
Fottutamente perfetto.
“Aaah….”  le spalle contro una saracinesca grigia, il rumore sordo
la pioggia aumenta. 
Cisco spinge Zoe con le mani sui polsi, contro la saracinesca.
“Cisco! Cisco! …… Cisco…” la voce si affievolisce
i seni si gonfiano ritmicamente, il fiato riprende ritmo 
lo sguardo è languido 
Cisco è fuori di sé davanti a quello che vede.
“Ho rabbia. Sei uno stronzo. Tutto questo tempo e tu ora arrivi, pretendi di notte, con la pioggia, di arrivare qui
e cosa pretendi? Cosa vuoi da me? Cosa cerchi? Lasciami stare. Lasciami stare...” – perde le forze Zoe.
Poi esplode. 
Se solo sapessi quante volte mi sono nascosta, quante volte ti ho allontanato….” 
Il petto si stringe intorno alle costole di Cisco ( non è il fiatone della corsa, né colpa della Merit bagnata ).
“Zoe… “.
Zitto. Ho paura. Non guardarmi. Non parlarmi sparisci“.
Si svincola, riprende a camminare sotto la pioggia. 
Zoe. Fermati. Stavolta non ti lascio andare. Stavolta no.”
Si ferma. China con la testa, la pioggia la picchia duro, si fa più piccola.
Ho paura. Se solo sapessi…. quel che sento, quello che voglio, quello che provo
Non dire nulla. Io lo so
Si gira verso di lui. 
Poi scappa di nuovo. Ancora una volta. 
E stavolta Cisco corre più veloce. 
La raggiunge. 
La blocca. 
La stringe verso di se. 
I corpi attaccati.
Zoe lo guarda negli occhi. Gli tira un morso al labbro
quasi per mangiarlo
per farlo suo
e Cisco… Cisco è un dio
che decide del suo destino in quei momenti
la solleva come il vento fa con le foglie 
le prende la testa tra le mani grandi e forti
guardami.. guardami negli occhi
e la bacia….. 
le labbra dure di lui, quelle morbide di lei
il corpo duro di lui, i seni morbidi di lei
la pelle dura di lui, la pelle morbida di lei
il sapore della bocca 
il contatto.

Si baciano disperatamente sotto la pioggia,
due persone passano dalla parte opposta e non se ne accorgono,
il semaforo dell’incrocio scatta sul verde e le macchine ripartono,
un uomo fuma alla finestra, con una mano sotto il mento, ed il gomito sul davanzale sporcato dagli uccelli. 

I portoni della notte 
si prendono cura dei disperati
che soli, troppo soli, troppo troppo per questo poco 
per queste briciole che qualcuno lascia
si fanno compagnia
ambendo dove gli altri, i miopi, gli stolti 
sono senza gloria
senza dei
senza Amore,
coi pali, paletti, palafreni, con le bende, coi lacci, col marcio
di chi ha paura ad aspettare qualcosa che non sanno e mai sapranno. 

Cisco e Zoe si baciano ancora. 
Disperati eppure stupendi 
Deboli e così forti
Insicuri e pure così certi
che per un attimo, un bacio, una notte, una vita
loro hanno spinto contro i portoni della notte
detto di no. 

Una insana voglia
una paura fottuta
solo baciarsi.
Un attimo in cui tutto sarebbe potuto essere,
nel mondo del condizionale,
e soltanto FURONO.

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