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Posts Tagged ‘vj’

di tutta la vita che voglio..
sapessi come è strano
sentirsi invisibile a Milano.
Oh sapessi come è strano…
a Milano.

 

cosa c’è di impossibile per te?

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Giro di notte con le anime perse
Sì della famiglia io sono il ribelle
Tu vendimi l’anima e ti mando alle stelle….

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Talenti inutili. 
Ogni volta poi, sai sorprendermi 
sei ogni cosa intorno.
Poi non ci sei più. 

Sembra sempre lunedì. 

Una sana follia
che mi basta a portarmi fuori dall’assurda ed inutile… 

Babilonia

Te lo grido…. 

Babiloniaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!

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Happy – Pharrell

Clap hands. Cos I’m happy

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Cosa porti con te? 
spine negli occhi e dadi truccati 
per sopravvivere 
in mezzo a specchi di lacrime e sale 
finisce quì 
mai nessuno che ha provato a capire 
meglio così.. 

tu che brilli e il mondo non lo vede 
timida e leggera come neve 
anima lieve 

Cosa porti con te? 
valige di sogni 
e amori sbiaditi anche senza sole 
senza più linfa da poter investire 
in signor sì 
sta notte è la notte via da quì 
mentre fai le scale il cuore trema 
è un brivido che taglia in due la schiena 
anima aliena 

tu che brilli e il mondo non lo vede 
dimmi dai leggera come neve 
anima lieve 

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I’d ….

😀

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sottosopra

Mi dicono che devo trattenere la mia scrittura.
Non farla girare a mille e millemila giri. Che porta a spompatura.
Vero. Io mi annoierei a leggere di uno che spinge a mille e millemilagiri.
Ma tu…. tu… tu puoi capire davvero come si sente chi è qui che scrive?
Ho una tigre tra le mani, che ruggisce tanto che fa paura pure a me.
Non è domabile.
Non vuole padroni.
Non vuole consigli.
Corre forte, a volte.
Graffia e morde altre.
Spesso sonnecchia.
Ma non la stuzzicherei molto.

Se chiudo gli occhi.
E faccio partire la musica…

… io vedo Lei.
Scende delle scale in pietra.
Tre scalini.
I piedi indossano scarpe aperte con tacco allacciate sul dorso del piede.
Il colore è nero.
Scende lentamente, i capelli sono dietro l’orecchio sinistro e le arrivano sul seno.
E’ vestita di luce e bellezza. E mi fa godere come se fosse la prima volta che vedo.
Ride, sorride, mostra i denti, come la tigre. Ma dolce è. Dolce come la vita che gusti con le dita.
All’improvviso, in quella che sembra una stanza, bella grande e bella arieggiata,
vedo uomini, caterve di uomini, che devono averla amata, desiderata, scopata, perduta, lasciata, fatta soffrire o che ci hanno sofferto, insomma tutti questi Re, Papi ed omuncoli, ebbene si,
tutti, abbassare la testa, inginocchiarsi e rimanere chini.
Lei passa tra loro.
Non se ne cura.
Viene verso di me.
Io dall’altra parte.
Che rido.
Che mi ride.
Che non esiste nulla.
Che non si capisce più dove mi trovo.
Che il mondo è solo un sottosopra.
“Save me…..”
Viene verso di me Lei.
Tutto si dissolve.
Prima le mani, poi i corpi, poi la bocca e gli occhi.
Tutto si unisce.
Tutto sparisce.

Bisogna essere folli.
Bisogna avere la scintilla che Cristo in persona ci deve avere dato.
Sprecare è l’ingiustizia.
I chilometri sono una convenzione per piccoli uomini ottusi con gli occhi a palla come pesci piccoli.
Mettessero tutto il mare del mondo, tutti i muri ed i no.
Voglio vedere come si può fare.

Bisogna essere folli.
Bisogna osare.

Poi, vuoi la musica, vuoi la notte,
a me piace pensarla così.
Che mi sento un Dio,
uno stupido Eros con la sua Venere di oggi.
Che domani non esiste
e ieri non lo ricordo nemmeno.

Io sono.
Io penso.
Io voglio.

Il resto non conta.
Il mondo è sottosopra.
Io naufrago nel cielo e volo per i mari.
Il mondo è sottosopra.

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