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era febbraio, caldo che non ci credevi ancora
a vedere i mandorli in fiore
i prati verdi
ed angeli alati scorazzare sui motocross
senza essere bardati come chi
prima
doveva affrontare lunghi e gelidi inverni all’aperto.

Will entrò nel salone.
Il bar era chiuso a quell’ora del tardo pomeriggio
ma come spesso gli capitava
aveva le chiavi
per arrivare dove gli altri a volte
non riuscivano.

La polvere era spessa e si sentiva anche se
vecchia
dormiva sulle assi di legno
scriocchiolanti.

Pioveva forte
e le finestre enormi del River Cafè
per qualche motivo
erano pulite
limpide e pure
senza colpa
quasi innocenti
e la luce del tardo meriggio
le stagliava perfettamente sul buio del locale.

Picchiettava duro la pioggia calda
il vapore saliva dall’erba
il fiume si gonfiava tronfio
il vecchio ponte Williamsburg
era puntellato del rosso delle macchine che sfrecciavano
verso Manhattan.

A lato della finestra
Will la vide
prima le lunghe gambe
bianche come il latte
grige come la cenere
affusolate come una gatta in calore
poi il bicchiere di liquido ambrato
che ritmico faceva la spola
tra la pancia e la bocca
intervallato dal tabacco sfiatato
dalle narici.

L’ultima volta che l’aveva vista
era stata al Circo Massimo.
Qualche anno prima.
Si erano minacciati.
Sparati.

Angie era morta.
Oppure no.

Il vento ululava.
Come fosse un coro.
Ed i tuoni
erano rombi a due cilindri
marmitte scoppiettanti
come quando dai gas
che senti le vene piene di quello che sei.
Alcuni dicono di benzina.
Altri di vita pura.

Angie era ferma.
Will non sapeva che dire.
Era un sogno?
Non è tutto un sogno?
“Io ti ho sparato”

Angie rise nel modo che solo lei sapeva.
“Lo so. E forse mi hai anche uccisa.”
Will si versò due dita di Cubaney
e rollò un po’ di Pueblo.

Erano cambiati,
ma alla fine erano sempre loro.

“Poi qualcuno deve avermi sognata e per magia eccomi qua”.
“Non si muore allora, Angie?”
Sorrise triste, ancora una volta.
E due sorsi di Cubaney
e via a disegnare l’aria.

“Sai che c’è Will?
Non cerco grandi idee
che tanto non si realizzeranno mai…
dipingo  me stessa di bianco
riempi i vuoti in qualche modo
ma mancherà qualcosa
appena trovi qualcosa, subito ti sfugge dalle mani
appena lo senti, un istante dopo non lo senti più
sei finito fuori binario
quindi non cercare grandi idee
tanto non si realizzeranno mai
andrai all’inferno per quello
che la tua mente sporca sta pensando”

Piangeva Angie.
Aveva la pistola del Circo Massimo.
La stessa che Will le aveva lasciato accanto,
come volesse lavarsi l’anima col piombo
e dire a tutti che lei e solo lei voleva le lacrime
che morendo
rigavano il viso caldo.

Se la puntò sotto il mento.
Il mascara sbavato
gli occhi al soffitto.

Will la vide spegnersi in quel gesto non-umano
e fece per scattare verso di lei.

I suoi occhi erano lame di ghiaccio
potentissimi ed arcani
lo immobilizzò solo così,
guardandolo.
“Non si muore. Non si muore fino a quando qualcuno ti sogna
e questo è tutto un sogno Will”.
Tolse la pistola da sotto il mento
e la gettò ai suoi piedi.
“Non si muore mai Will. Mai”

Si alzò,
si spogliò e
nuda…
nuda come il latte si mischiò alla pioggiasparendo nella nebbia
al River Cafè.

Sul Williamsburg Bridge
una motocross sfrecciò veloce
facendo cadere tanti schizzi di pioggia ,
proprio dove Angie era sparita,
tanto da sembrare una stella cometa.

Non si muore mai” pensò Will.
E buttò la pistola nel fiume.

Angie Angie…
che la notte si addormentava senza lacrime.
E che la mattina non voleva svegliarsi.

 

 

Maledetto WordPress!!!!

Dopo anni (5 anni!!!!) ho deciso di abbandonare la piattaforma.

Un po’ a malincuore.

Questo blog chiude.  
Sto trasferendo i post sulla mia cara, prima, adorata, sempre amata, piattaforma blogspot.

E che Dio ce la mandi buona.

I hate u WordPress….

 

So if you’re looking for devotion, talk to me
Come with your heart in your hands
Because me love is guaranteed

So baby if you want me
You’ve got to show me love

 

 

 

 

Logico sì, è logico
E’ tutto quello che so
Per ogni domanda componi un verso
Non siamo soli in questo universo

Logico sì, è Logico
per tutti persino per te
Ragazza dagli occhi caleidoscopio
Solo la luce corre nel vuoto

Non succede quasi mai a due come noi
di Credere che sia possibile trovare
Un complice in questo disordine
Tracciare un’orbita nell’atmosfera

Amore mio la logica non è sincera
Chissà se amare è una cosa vera

 

Logico, sì è Logico
Non chiedersi come e perché
All you need is love
… And a lover
E’ solo musica e fibre nervose

Non succede quasi mai a due come noi
di Credere che sia possibile trovare
Un complice in questo disordine
Tracciare un’orbita nell’atmosfera

Amore mio la logica non è sincera
Siamo molecole oltre le nuvole
Corsie chilometriche
Raggi di luce, di bombe atomiche
Pronte ad esplodere

Stasera la logica non è sincera
Chissà se amare è una cosa vera
Chissà se amare è una cosa… vera

Succede quasi mai
Succede quasi mai
Non Succede quasi mai
Succede quasi mai
Non Succede quasi mai

Logico sì, è Logico
Logico sì, è Logico
Logico sì, è Logico

Logico sì, è Logico
Logico sì, è Logico
Logico sì, è Logico

di tutta la vita che voglio..
sapessi come è strano
sentirsi invisibile a Milano.
Oh sapessi come è strano…
a Milano.

 

cosa c’è di impossibile per te?

Giro di notte con le anime perse
Sì della famiglia io sono il ribelle
Tu vendimi l’anima e ti mando alle stelle….

Oggi ho comprato una lampada.
Una vaffanculo di lampada.
Sembrava che oggi, la giornata di Cristo Nostro Signore, fosse stata prevista dalla più terribile e onnipotente forza di tutto l’universo per questa cazzo di lampada.

Ho comprato una lampada.
Da un tipo che sta chiudendo.
Dicono sia stanco, secondo me sta fallendo.
Comunque si è messo in tasca i suoi soldi.
Ci siamo stretti la mano, ognuno convinto di aver fregato l’altro.
Lui sotto la sua luce verde al neon, gli occhialini sul naso, i capelli verdi.
Io col baffo lungo che fa molto “bravo” di Don Abbondio (se dico Manzoni alcuni non capiscono).

Due stupidi, convinti che oggi, tutto l’universo fosse concentrato nella fottutissima lampada.

Ci sono 23.000 bombe atomiche puntate contro tutto e tutti, e noi ci siamo accordati per una lampada.
Svariati migliaia di persone muoiono oggi, noi ci siamo accordati per una lampada.
Alle 17,53 il Sole era perpendicolare all’Equatore? Noi ci siamo accordati per una lampada.
Oggi l’aria era calda. E noi ci siamo accordati per una lampada.

Mentre ero in macchina, credendomi tranquillo e tutto assorto da raggiungere quello che dovevo fregare, una bambina mi saluta mentre tiene la mano di sua madre, sulle strisce pedonali. E lei non sa che io sto andando a comprare una lampada e non sa che sua madre mi butta occhiate e vorrebbe regalarle un fratellino.

La puttana sulla complanare è stanca, sta stravaccata su una lurida sedia di plastica logora e con le cosce raccolte sul bracciolo scodinzola un polpaccio. Credo fosse il sinistro. La scarpa di velluto viola col tacco nero su e giù.
Lo stronzo che non sa guidare (non manca mai e nei miei cento km quotidiani ne ritrovo diversi) mi taglia la strada all’ultimo ed all’ultimo lo evito. Ci incontriamo sempre nei miei “vaffanculo” liberatori e gutturali, ambasciatori di rabbie sopite e voglie inesplose che mi stanno uccidendo piano piano come quel veleno che dai poco poco per non farti scoprire l’assassinio.

Il mondo sta finendo ogni giorno, baby.
Ed io compro la lampada.

Compro la lampada per domani.
E non so quante ossa mi romperò stanotte.

Compro la lampada perché voglio la lampada da mettere in una stanza.
E non so nemmeno che cazzo di stanza.

La gente muore.
La gente crepa.
La gente si mette in testa cose strane.
La gente si prende quello che trova ed abbozza sorrisi finti ed orgasmi finti pur di darsi un tono.
La gente non fa più l’amore.
La gente si beve tutto pur di non rinsecchire.
La gente non è felice e la gente si dice bugie per andare avanti e non farsi i conti in tasca.
La gente non vuole la verità, perché la verità fa male.

Ed io oggi, ho comprato una lampada.
Capisci?
Una lampada.

Una stracazzo fottutissima lampada.

Cristo.

 

 

Guglielmo Di Crollalanza – Il piacere delle cose – pag. 3